Quando si avvicina il Carnevale , le tavole siciliane diventano il palcoscenico di preparazioni gastronomiche di ogni tipo. Ogni località ha delle specialità caratteristiche, a Catania e provincia c'è la pasta ai cinque buchi , conosciuta anche come “maccarruna che cincu puttusa” . Confezionata o fresca, non c'è catanese che nel periodo del carnevale, specialmente nella giornata del giovedì grasso, non prepari un buon piatto di pasta con i 5 buchi condita con un saporito sugo di maiale .
Un formato di pasta forse nato per errore
La storia di questa pasta è avvolta da un alone di leggenda . C’è chi dice che tutto sia nato dall’ errore di un pastaio catanese che, intento a preparare maccheroni per una nobile famiglia in occasione della festa di Sant’Agata , sbagliò le dimensioni. Per rimediare, li unì insieme, creando un formato con cinque (o addirittura sette) buchi . Tuttavia molti preferiscono credere che la sua dimensione esagerata sia invece un tributo allo spirito opulento e abbondante del Carnevale , un periodo in cui tutto è concesso prima delle privazioni della Quaresima.
Un primo piatto ricco come il Carnevale siciliano
La pasta ai cinque buchi non è una semplice questione di forma. Il suo spessore e la sua callosità sono il perfetto abbraccio per il sugo che la accompagna, un condimento robusto e sostanzioso a base di maiale . Il ragù che la avvolge è preparato con pezzi generosi di carne, salsiccia e puntine , tutti ingredienti che arricchiscono la pasta, trasformando ogni boccone in un tripudio di sapore. E come ogni ricetta di una volta, non si tratta solo di un primo piatto, ciò che avanza nel tegame, costine, salsiccia, pezzi di carne, diventa protagonista della seconda portata.