La resilienza non è una parola astratta né una moda del momento. In psicologia indica una capacità molto concreta: quella di affrontare le difficoltà della vita e continuare ad andare avanti, anche quando tutto sembra complicarsi. La resilienza non elimina il dolore, ma ti aiuta a non perderti dentro di esso. È una competenza dinamica, che cresce con l’esperienza e con la cura di te stesso, e che può essere sviluppata, passo dopo passo, nella tua vita quotidiana.
Che cos’è davvero la resilienza
Secondo l’American Psychological Association, la resilienza è la capacità di adattarsi positivamente a situazioni di stress, cambiamento o avversità. In altre parole, non significa evitare il dolore, ma riuscire a non restarne schiacciato. Come spiega lo psichiatra Boris Cyrulnik, la resilienza è un processo: non cancella le ferite, ma permette di costruire nuovi equilibri a partire da esse.
Le caratteristiche di una persona resiliente
Quando metti in campo la resilienza, non diventi invulnerabile, ma sviluppi alcune abilità chiave:
• sai adattarti ai cambiamenti, anche quando non li hai scelti;
• riconosci e accetti le emozioni difficili (regolazione emotiva);
• mantieni uno sguardo realistico, evitando di amplificare i problemi;
• chiedi aiuto quando serve, invece di isolarti;
• cerchi un senso nelle esperienze, anche in quelle più faticose.
Sono competenze che si costruiscono nel tempo, non tratti fissi della personalità
I rischi quando la resilienza è fragile
Quando la resilienza è bassa, gli eventi stressanti possono sembrare ingestibili. Ti senti bloccato, perdi fiducia nelle tue risorse e fai fatica a reagire. La ricerca mostra che una scarsa resilienza è associata a una maggiore vulnerabilità a stress prolungato, affaticamento emotivo e senso di impotenza, soprattutto nei contesti di vita e di lavoro più complessi.
I fattori protettivi: cosa ti aiuta a resistere
La resilienza non nasce nel vuoto. È sostenuta da fattori protettivi riconosciuti dalla psicologia:
• relazioni affettive stabili e di supporto;
• consapevolezza di sé e delle proprie emozioni;
• fiducia nelle proprie capacità;
• valori e obiettivi che danno direzione;
• contesti che favoriscono sicurezza e appartenenza.
Non servono risorse straordinarie, ma basi solide.
Come sviluppare la resilienza
La resilienza può essere allenata. Inizia da piccoli gesti come:
• ascoltare ciò che provi senza giudicarti;
• accettare ciò che non puoi controllare;
• trasformare gli errori in occasioni di apprendimento;
• ricordare che le difficoltà non sono permanenti;
• prendersi cura del corpo e della mente, perché sono interconnessi.
Ogni esperienza affrontata consapevolmente contribuisce a rafforzarla.
Come praticarla nella vita quotidiana
La resilienza diventa reale quando la metti in pratica:
• quando affronti una giornata difficile senza arrenderti;
• quando chiedi supporto invece di fare tutto da solo;
• quando rallenti senza sentirti in colpa;
• quando scegli di reagire in modo flessibile, non automatico.
Essere resiliente non significa essere sempre forte, ma restare in movimento anche nei momenti di fragilità.
Ricorda, in presenza di disagio persistente, sofferenza intensa o difficoltà che interferiscono con la vita quotidiana è sempre consigliabile rivolgersi a un professionista della salute mentale qualificato.