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L’abbraccio commovente di una madre che incontra il figlio risorto: a Modica la Pasqua è “a Maronna Vasa Vasa”

L’emozione si rinnova ogni anno con la stessa intensità e devozione. Una madre ritrova il figlio creduto morto tra le urla festanti di migliaia di fedeli che commossi assistono all’abbraccio tra i due. È la speciale Pasqua di Modica, in provincia di Ragusa, nota come ’A Maronna Vasa Vasa, la “Madonna che bacia” il Cristo Risorto.

Da secoli fede, gioia, stupore, coinvolgimento si ripetono con vigore in questo rito religioso che coinvolge tutta la città e i tantissimi turisti che accorrono in quest’angolo di Sicilia, noto per il suo barocco e il cioccolato, per assistere allo speciale momento della Pasqua. Il Corso Umberto diventa teatro dell’incontro tra la statua della Madonna, coperta da un velo nero in segno di lutto, e quella del Cristo Risorto. I simulacri sono portati a spalla dai fedeli e accompagnati da due distinte processioni partite entrambe dalla Chiesa di Santa Maria di Betlem. Tra la musica festante della banda musicale e le ovazioni dei devoti, a mezzogiorno in punto, di fronte al Palazzo municipale, la suggestione prende vita con il famoso “bacio”: la Madonna allarga e stringe le braccia alla vista del Cristo Risorto, grazie a uno speciale meccanismo usato anche per i pupi siciliani, e così facendo si libera del manto nero che l’avvolge per mostrare la sua classica veste azzurra. Un gesto davvero particolare che ha reso la Pasqua modicana famosa in tutto il mondo: la Madonna che si china per abbracciare e baciare il figlio per poi girarsi verso i fedeli che emozionati esplodono in applausi e grida festose, mentre decine di colombe bianche vengono liberate in volo.

Gioia, incredulità, commozione: sono i sentimenti che riempiono il cuore dei presenti che poi accompagnano le statue nella strada di ritorno verso la Chiesa di Santa Maria di Betlem. Nel tragitto come da tradizione si susseguono altri “baci”: uno davanti la Chiesa madre di San Pietro, un altro all’ingresso di Santa Maria di Betlem e poi, dentro la chiesa, anche a metà della navata centrale e sotto l’altare maggiore. Da qualche anno si aggiunge anche la processione serale con il bacio in Piazza Municipio, sul Sagrato del Duomo di San Giorgio e poi in Piazza Matteotti prima del rientro definitivo in Chiesa.

E a ogni incontro l’emozione si ripete con la stessa forza per un rito che è da secoli parte dell’identità cittadina.

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